Progetto

Il progetto è visibile nella sala I del MAN
MAN Museo d’Arte Provincia di Nuoro
Via Satta 27, 08100 Nuoro, tel. +39 0784 252110
orari 10:00 – 13:00 / 16:30 – 20:30 lunedì chiuso

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Interventi in progetto

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Piano terra di Casa Deriu

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Sezione di Casa Deriu

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Interno di Casa Deriu

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Inserimento di Casa Deriu in Piazza Satta

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Casa Deriu in Via Angioj

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Casa Dedola in Via Satta

5 risposte

12 05 2008
Pasquale Conzinu

Ritengo che il progetto di ampliamento del MAN, sia un intervento che non stravolga affatto il contesto urbanistico, ma lo valorizza ulteriormente.
Si tratta di un gesto essenziale, che rispetta in pieno la piazza.
Il problema è che purtroppo la gente e la società rimane radicata al passato e non vede oltre, e purtroppo questo succede in tutte le discipline, non solo in architettura. In Sardegna e in fondo un po’ ovunque, abbiamo di fronte a noi un muro enorme, che non riusciamo ad abbattere, un muro pieno di pregiudizi, e di ignoranza. Ignoranza che talvolta parte da chi ci governa, e perciò da chi veramente decide il futuro delle nostre città e di noi stessi.
Qualcuno tra “sos caddos mannos” ha criticato il progetto, dicendo che sia post-moderno, senza conoscere minimamente il significato di questo termine, per cui penso, che gli individui non si possono mettere parole in bocca senza Sapere e Conoscere.
Si accendono sempre polemiche riguardo all’architettura contemporanea, la giusta architettura del nostro tempo.
A Nuoro e in tutti i paesi vedo realizzarsi edifici dallo stile Costa Smeralda, falsi storici ovunque, creando delle finte scenografie all’interno della città, mai contestate da nessuno, e quello che mi preoccupa maggiormente è che la gente è contenta di vivere nella falsità, senza capire che tutto questo sta rovinando la storia e noi stessi.
Ora che finalmente qualcuno ha deciso di portare la vera architettura nella città, con un progetto che porta i segni inequivocabili di un intervento di ristrutturazione contemporaneo si sta tentando in tutti i modi di ostacolarlo. La città deve cambiare di pari passo con la società: nel luogo di intervento prima c’era una casa, in futuro ci sarà un museo, due funzioni completamente diverse e la facciata, elemento di pregio e di orientamento filosofico dell’edificio, deve essere la prima cosa a farci capire questo; dunque non si può pensare di fare le finestre se poi andranno chiuse e non avranno mai la loro funzione, non ha alcun senso.
Per cui, il progetto deve essere approvato in tutti i modi, per la cura della città.

15 05 2008
Giampaolo Marchi

Vi allego il brevissimo dissenso espresso nei confronti del progetto di ampliamento, e già inviato al Man.

In un contesto caratterizzato dal rapporto tra pieni e vuoti lo “sventramento” del paramento murario può esser letto solo e soltanto come una “violenza”; quasi si volesse contrassegnare, con un simbolico portale per le auto, proprio la funzione che Costantino Nivola, bandì.
Credo che il rispetto dovuto alla sua opera imponga a Voi, “operatori culturali”, di non consentire che la funzione sociale dell’arte abdichi alle esigenze gestionali.

Con tutto il mio dissenso, che certamente non rileva granché,
Giampaolo Marchi

Ing. Giampaolo Marchi
Professore Associato di Estimo
DIT – Dipartimento di Ingegneria del Territorio
Università degli Studi di Cagliari

Via Marengo, 3 – Cagliari 09123
tel: +39 070 6755207
fax. +39 070 6755215
cell: +39 339 7750632

e-mail: _NOSPAM_marchig@unica.it
sito: http://www.unica.it/armic/estimo/index.htm

16 06 2008
25 06 2008
Nicolò Goddi

Sono un nuorese residente da anni a Cagliari.
Intervengo in questo “dibattito” che da un pò di tempo accende intellettuali e non, operatori di settore e non, non in veste di tecnico, quale non sono, ma in qualità di semplice cittadino, che di tanto in tanto fa visita alla propria città.
Credo che il MAN si possa definire senza esitazione una delle iniziative più significative che siano state realizzate a Nuoro e, in questo senso, rivolgo le mie più profonde congratulazioni all’illuminata e coraggiosa Direttrice, Cristiana Collu.
Ritengo sia innegabile l’importanza che il MAN, negli anni della sua esistenza, ha rivestito, e riveste tutt’ora, in termini di crescita culturale, e di cambiamento più generale, a Nuoro, una città per certi versi “sonnecchiosa e lenta”, che molto o troppo spesso ha dimostrato di non sapere accogliere e mantenere idee e novità pur eccellenti.
Il MAN costituisce un motivo di orgoglio anche per noi “nuoresi fuori sede”.
Ciò premesso, reputo francamente non accettabile l’alzata di scudi (o lo possiamo chiamare ostruzionismo?) della Fondazione Nivola e non solo, in nome di un “purismo” che, pur nel dovuto rispetto delle diversità di vedute, appare di difficile comprensione.
Da quello che si può osservare dalle fotografie del progetto di ampliamento, non sembra che il contesto architettonico della piazza ne venga stravolto o, addirittura, violentato.
Mi rattrista profondamente pensare che un’idea che ha tutti i presupposti per essere valutata vincente, possa venire ostacolata con argomentazioni che sembrano più di carattere falsamente moralistico che portatrici di contenuti di rilevo.
Dove erano questi “difensori della purezza” quando la piazza Satta per anni ( e questo è nella memoria di tutti i nuoresi) è stata dimenticata e lasciata all’indifferenza e all’abbandono, se non al degrado?
Condivido il pensiero espresso dal concittadino Marcello Fois, e me ne approprio: “saremo civili quando avremo gli strumenti per discriminare un contemporaneo armonico dalla scimmia del contemporaneo”.

5 07 2008
marco

Sono sconvolto per l’eccesso di polemica che l’ampliamento del Man ha suscitato. Mesi e mesi a parlare dell’idoneità di un progetto che ha scomodato, almeno parrebbe, un elenco chilometrico di “sostenitori” sardi, nazionali e internazionali. Una lista che non deve intimorire, visto che troppo spesso in Italia molti degli stessi nomi intervengono a sostegno di cose vergognose. Vedi l’Ara Pacis. L’importante è essere nell’elenco. Elenco che latita quando i problemi sono veri, e quando non ci sono riconoscimenti immediati. Ora questo del Man è un problema, ma non come si vuol far credere un grande problema. Detto ciò, non condivido il progetto. E non lo condivido perchè brutto. Ritengo che sia persino poco funzionale alle esigenze espositive. Ho visto e vedo per il mondo musei ampliati in contesti ben più complessi e prestigiosi di quelli di Nuoro, vedi il Quartier Museum di Vienna. Solo che là le soluzioni sono state all’altezza delle architetture esistenti e alla necessaria funzionalità degli spazi espositivi. Quello di Nuoro è un brutto progetto perchè non tiene conto della fisionomia della piazza e della funzionalità interna. I materiali sono troppo pesanti per quel contesto. La leggerezza dell’intervento a Vienna ha fatto e fa scuola. Peccato che da noi si firmi in bianco. Nulla contro il progettista. Per carità. Perchè poi? Ma il suo intervento non mi convince per nulla. Ancora meno mi convincono i membri del listone a sostegno. La Collu ha talvolta ben operato in un contesto non facile, ma con introiti minimi e tanti denari pubblici, se non solo con quelli. Io che faccio un lavoro di curatore in contesti internazionali differenti vedo che i progetti per esposizioni sono finanziati al 70% da privati. Anzi sono obbligato a cercarmi io stesso degli sponsor. E non di facciata. Mi spiace che una persona attenta come la Collu non veda che si tratta di un intervento inadatto. Fa torto alle cose positive che pure ha fatto. Non tutte, ribadisco. Ma da noi gli incensi e gli autoincensi sono la regola. Ci vorrà tempo e mente lucida per dare ragione alla ragione. Forse sarà troppo tardi.

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